Ogni estate, il ghiaccio marino che si scioglie lascia il posto a un oceano scuro che assorbe il calore invece di rifletterlo, accelerando ulteriormente il processo di riscaldamento e scioglimento. È un circolo che si autoalimenta, e interromperlo è una delle sfide più urgenti della crisi climatica.
Real Ice, startup britannica, sta testando una risposta molto discussa, ossia pompare acqua marina sul ghiaccio in inverno per ricongelare strati aggiuntivi. I risultati dal sito sperimentale di Cambridge Bay, in Canada, mostrano un incremento di circa 50 cm di spessore.
Tra i problemi, la scalabilità.
Oltre 40 glaciologi hanno pubblicato su Frontiers in Science una valutazione in cui affermano che per coprire l’intero Artico servirebbero fino a 100 milioni di pompe, centinaia di miliardi di dollari l’anno e l’effetto sul riscaldamento globale sarebbe comunque quasi nullo.
Inoltre, il timore è che la geoingegneria venga percepita come una soluzione praticabile, rischiando di togliere urgenza al taglio delle emissioni.
Fonti
National Snow and Ice Data Center. (2024). Science of sea ice. NASA/NSIDC.
Carrington, D. (2026, giugno 16). ‘At first, the idea does sound crazy’: meet the scientists trying to refreeze the Arctic. The Guardian.
Siegert, M., et al. (2025). Safeguarding the polar regions from dangerous geoengineering. Frontiers in Science, 3, 1527393.
